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Un Pensiero Per Il Grande Cesare Bacigalupo...

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Ho avuto la fortuna e il privilegio di conoscere Cesare nel lontano 1965. Avevo tredici anni e muovevo le mie prime bocce presso il circolo bocciofilo SS Assunta di Roma, poi, la domenica pomeriggio, raggiunti i circoli organizzatori di gara, assistevo alle finali. Cesare c’era sempre, immancabilmente, tutte le domeniche, assieme al suo storico amico Franco Cavaliere. Il loro livello di gioco, come quello dei loro rivali, era stratosferico, elegante, corretto, signorile. Tacconelli, Cairoli, Di Luca, Stasio, Lalle, Baggio, Polverani, Coppa, Fratta, Boano, Zamperini, Natale, Pulcini, questi alcuni nomi.

Nel 1967, avevo quindici anni, quando Cesare Bacigalupo fu incaricato dal Comitato di accompagnare a Genova la quadretta (Moroni, Caponi, Langella, Maurutto), che rappresentava “Roma” in Coppa Italia.

Dieci ore di trano, durante le quali Cesare ci ha raccontato tutta la sua vita boccistica, iniziata a tredici anni, a Chiavari, nel campetto dell’osteria. In palio c’era un’oca che lui vinse e rivinse centinaia di volte, poiché la rimetteva in palio, fin quando dovette mangiarsela. Anni prima – Fano - finale di gara contro Nava - in palio una Fiat 500 del valore di cinquecento mila lire che per l’epoca era una cifra esorbitante - punteggio 13 a 14 per Nava - Cesare l’ultima boccia in mano e, per vincere, avrebbe dovuto portare via due bocce – ma il pubblico ha invaso in campo e costretto i due contendenti a dividere i premi. La bocciata fu comunque eseguita e Cesare portò via le due bocce; pertanto, la medaglia d’oro del primo premio fu sua, la quale si aggiunse ai due kg. d’oro del suo medagliere custodito in una cassetta di sicurezza.

Ci sarebbe da riempire ancora molte pagine ma preferisco fermarmi qui.

Grazie Cesare, quando penso a te, rivedo la libellula che lancia con estrema precisione le sue bocce di 109 mm. di diametro e 980 grammi/ 1 kg di peso. Questo lo so con certezza perché, spesso, terminata una gara, me l’hai regalate.

Ti abbraccio con affetto

Elio Moroni

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8 ore fa, Elio Moroni dice:

Ho avuto la fortuna e il privilegio di conoscere Cesare nel lontano 1965. Avevo tredici anni e muovevo le mie prime bocce presso il circolo bocciofilo SS Assunta di Roma, poi, la domenica pomeriggio, raggiunti i circoli organizzatori di gara, assistevo alle finali. Cesare c’era sempre, immancabilmente, tutte le domeniche, assieme al suo storico amico Franco Cavaliere. Il loro livello di gioco, come quello dei loro rivali, era stratosferico, elegante, corretto, signorile. Tacconelli, Cairoli, Di Luca, Stasio, Lalle, Baggio, Polverani, Coppa, Fratta, Boano, Zamperini, Natale, Pulcini, questi alcuni nomi.

Nel 1967, avevo quindici anni, quando Cesare Bacigalupo fu incaricato dal Comitato di accompagnare a Genova la quadretta (Moroni, Caponi, Langella, Maurutto), che rappresentava “Roma” in Coppa Italia.

Dieci ore di trano, durante le quali Cesare ci ha raccontato tutta la sua vita boccistica, iniziata a tredici anni, a Chiavari, nel campetto dell’osteria. In palio c’era un’oca che lui vinse e rivinse centinaia di volte, poiché la rimetteva in palio, fin quando dovette mangiarsela. Anni prima – Fano - finale di gara contro Nava - in palio una Fiat 500 del valore di cinquecento mila lire che per l’epoca era una cifra esorbitante - punteggio 13 a 14 per Nava - Cesare l’ultima boccia in mano e, per vincere, avrebbe dovuto portare via due bocce – ma il pubblico ha invaso in campo e costretto i due contendenti a dividere i premi. La bocciata fu comunque eseguita e Cesare portò via le due bocce; pertanto, la medaglia d’oro del primo premio fu sua, la quale si aggiunse ai due kg. d’oro del suo medagliere custodito in una cassetta di sicurezza.

Ci sarebbe da riempire ancora molte pagine ma preferisco fermarmi qui.

Grazie Cesare, quando penso a te, rivedo la libellula che lancia con estrema precisione le sue bocce di 109 mm. di diametro e 980 grammi/ 1 kg di peso. Questo lo so con certezza perché, spesso, terminata una gara, me l’hai regalate.

Ti abbraccio con affetto

Elio Moroni

perchè chi gioca a bocce resta ragazzo per sempre 

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Edited by edo56

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