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andreaocapp

Caro Gianni... ecco come la penso

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Il signor Gianni, un bocciofilo della mia regione, ha fatto alcune osservazioni sullo stato di declino delle bocce come attività popolare. I bocciodromi sempre più vuoti, i bocciofili sempre più anziani. Tutto vero. Gianni sostiene che si dovrebbe ripartire da montepremi più alti, da maggiori fondi da parte del CONI. Questa soluzione non mi trova d'accordo. A mio parere c'è dell'altro... ed è necessario osservare com'è cambiato il mondo e come (non) siamo cambiati noi.

Senza pretesa di riportarvi tutta la verità, perché non ce n'è una sola, riporto la mia risposta al signor Gianni

 

Caro Gianni, vivo come te il momento difficile e di trasformazione per questo sport. Non si potrà più tornare indietro. Riempire i bocciodromi come ai tempi "popolari", gli anni 60, 70 e 80, sarà impossibile. Non per i soldi, ma perché è cambiata la società. Troppi sono gli stimoli e le opportunità offerte a tutte le fasce d'età. 
Sarà necessario ridimensionarci, salvare il salvabile con un bel restyling del nostro mondo, che è rimasto indietro 30 anni, appunto. 30 anni in cui i soci fondatori dei bocciodromi, mai messi in guardia da una dirigenza poco lungimirante, si sono chiusi nei rispettivi bocciodromi. 30 anni in cui sono state organizzate centinaia di migliaia di gare in Italia, in cui centinaia di migliaia di persone si sono scoperte giocatori agonisti, senza pensare che in un sistema simile nessuno si stesse preoccupando di tramandare e di promuovere lo sport delle bocce. Uno sport consumato, spremuto quasi fino all'ultima goccia... Le risorse ci sono ancora, più economiche che umane (strano ma dati alla mano le cose stanno così). Servirà un'impresa, un mezzo miracolo che è chiamata a compiere la Federazione che verrà a partire da marzo, per salvare lo sport delle bocce dal declino finale. 
La ricetta, mi spiace dirtelo, non sono le gare, non sono i montepremi. La ricetta sta nel promuovere quanto di bello ci sia nel nostro mondo, quanto di educativo e di sano ci sia nel praticare questo sport dai 6 ai 90 anni e oltre, quanto economico, semplice e divertente sia perdersi in una serata cercando di avvicinare le nostre coloratissime bocce al pallino e tentando di allontanare i punti avversari. 
La ricetta sta nello studio di un sistema completo di promozione e di ristrutturazione dei nostri amati bocciodromi, che allo stato attuale sono solamente un contenitore sempre più vuoto.
Serve buona volontà e serietà nei progetti, serve finalmente una politica lineare e decisa nel rivalutare le nostre strutture e riempirle di idee, di gioia di stare insieme, di iniziative non solo sportive.
Serve farlo ora, bisogna farlo ora.

Firmato: uno che non smette di credere nella bellezza del nostro sport.

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condivido quanto scrivi ed approfitto per lanciare un" sasso nello stagno". In questi giorni a Cagliari è in corso il Trofeo  Coni , dove anche le bocce sono presenti (si fa per dire) con il beach bocce. La manifestazione finale si svolgerà sulla spiaggia di un noto Resort della costa Sud dell'Isola, pensiamo che sarebbe stato molto più utile e promozionale per il nostro sport che i giochi presenti nel torneo finale si fossero svolti in un bocciodromo (vedi CB Cagliari) che ha la struttura per accogliere il numero di giovani, tecnici e accompagnatori che saranno presenti sulla spiaggia. Ma nei fatti,  alla federazione interessa di più fare promozione al "Beach Bocce" che alle BOCCE!!!!!!!: Altra occasione persa.........

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8 ore fa, andreaocapp dice:

Il signor Gianni, un bocciofilo della mia regione, ha fatto alcune osservazioni sullo stato di declino delle bocce come attività popolare. I bocciodromi sempre più vuoti, i bocciofili sempre più anziani. Tutto vero. Gianni sostiene che si dovrebbe ripartire da montepremi più alti, da maggiori fondi da parte del CONI. Questa soluzione non mi trova d'accordo. A mio parere c'è dell'altro... ed è necessario osservare com'è cambiato il mondo e come (non) siamo cambiati noi.

Senza pretesa di riportarvi tutta la verità, perché non ce n'è una sola, riporto la mia risposta al signor Gianni

 

Caro Gianni, vivo come te il momento difficile e di trasformazione per questo sport. Non si potrà più tornare indietro. Riempire i bocciodromi come ai tempi "popolari", gli anni 60, 70 e 80, sarà impossibile. Non per i soldi, ma perché è cambiata la società. Troppi sono gli stimoli e le opportunità offerte a tutte le fasce d'età. 
Sarà necessario ridimensionarci, salvare il salvabile con un bel restyling del nostro mondo, che è rimasto indietro 30 anni, appunto. 30 anni in cui i soci fondatori dei bocciodromi, mai messi in guardia da una dirigenza poco lungimirante, si sono chiusi nei rispettivi bocciodromi. 30 anni in cui sono state organizzate centinaia di migliaia di gare in Italia, in cui centinaia di migliaia di persone si sono scoperte giocatori agonisti, senza pensare che in un sistema simile nessuno si stesse preoccupando di tramandare e di promuovere lo sport delle bocce. Uno sport consumato, spremuto quasi fino all'ultima goccia... Le risorse ci sono ancora, più economiche che umane (strano ma dati alla mano le cose stanno così). Servirà un'impresa, un mezzo miracolo che è chiamata a compiere la Federazione che verrà a partire da marzo, per salvare lo sport delle bocce dal declino finale. 
La ricetta, mi spiace dirtelo, non sono le gare, non sono i montepremi. La ricetta sta nel promuovere quanto di bello ci sia nel nostro mondo, quanto di educativo e di sano ci sia nel praticare questo sport dai 6 ai 90 anni e oltre, quanto economico, semplice e divertente sia perdersi in una serata cercando di avvicinare le nostre coloratissime bocce al pallino e tentando di allontanare i punti avversari. 
La ricetta sta nello studio di un sistema completo di promozione e di ristrutturazione dei nostri amati bocciodromi, che allo stato attuale sono solamente un contenitore sempre più vuoto.
Serve buona volontà e serietà nei progetti, serve finalmente una politica lineare e decisa nel rivalutare le nostre strutture e riempirle di idee, di gioia di stare insieme, di iniziative non solo sportive.
Serve farlo ora, bisogna farlo ora.

Firmato: uno che non smette di credere nella bellezza del nostro sport.

riprendo un tuo grido d'allarme

Serve farlo ora,bisogna farlo ora.......

siamo già in notevole ritardo perchè quel buco temporale in cui ci siamo goduti e specchiati il movimento che invecchiava anzichè essere propositivi niente e nessuno potrà coprirlo,

Ora si tratta di salvare il salvabile,se posso fare un paragone ......direi proprio come il nostro pianeta.

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@Blink Il trofeo CONI per forza di cose deve unire i giovani di tutte le specialità. Anche a me il Bocce Beach non convince come strumento di promozione, ma non so quale altra strada si potrebbe percorrere in una manifestazione di questo tipo. Forse la petanque, che giocoforza finisce comunque per avvantaggiare qualche regione.

@alakazam La dormita colossale dei dirigenti (la maggior parte di questi è ancora in carica) ha causato un vuoto incolmabile. Bisogna mettere pezze dove ancora si può salvare il movimento, ma in molti casi il paziente è inguaribile. Io spero... e a questo punto penso, che qualcosa si muoverà con il prossimo quadriennio. Tuttavia chi verrà, Rizzoli o De Sanctis, dovrà rappresentare una Federazione conscia che non si potrà tornare agli antichi fasti. Si dovrà riformare, rinnovare, modificare la nostra essenza senza snaturare la nostra identità di sport popolare. 

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