marinelloni

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  1. Il secondo capitolo del libro di Ermanno Barbieri, che potete leggere nel mio gruppo LE BOCCE: UNO SPORT, si chiude con queste preziose, condivisibili parole: CHI VUOL RAGGIUNGERE SUBITO ALTI TRAGUARDI FINISCE SPESSO PER PRECIPITARE PIU’ IN BASSO E PRIMA DI COLORO CHE CON LA GIUSTA MODESTIA E TANTO LAVORO CONTINUANO, ANCHE SE LENTAMENTE, A SALIRE NELLA SCALA DELLA VITA. LO SPORT DELLE BOCCE, SE AFFRONTATO NEL GIUSTO MODO, PUO’ ESSERE PER I NOSTRI GIOVANI, NON SOLTANTO UN GIOCO, MA UNA PREZIOSA ESPERIENZA DI VITA.
  2. ERMANNO BARBIERI Domani 2 settembre, ma nel 1943, nasceva Ermanno Barbieri. Vorrei ricordare con queste poche righe un grande personaggio che ci ha lasciato, all’età di 56 anni, nel settembre del 1999. Lui aveva quasi la mia stessa età, solo un anno in più. Un personaggio che NON HA AVUTO dalla federazione bocce, come altri del resto, quella considerazione che avrebbe meritato. Lui ha scritto uno dei primi libri sullo sport delle bocce, forse unico, LE BOCCE:UNO SPORT, era in vendita su Amazon ma ora non è più disponibile, e mi viene da chiedere quanti di voi lo hanno o lo hanno letto. E’ un libro fatto molto bene che contiene di tutto e di più sullo sport delle bocce, su come allenarsi e far allenare i giovani dal punto fisico e psichico e molto altro. Magari ne parleremo più avanti, ma è un libro che tutti dovrebbero avere in formato cartaceo, 175 pagine, pubblicato, la seconda edizione, nel maggio 1988 da Mucchi-Modena. Io credo che ci sia poco da inventarsi di nuovo sullo sport delle bocce. Basterebbe rileggere e applicare quanto scrisse Barbieri 30 anni fa! E lo faremo, insieme. Ma torniamo al CARO AMICO ERMANNO, con cui ho condiviso tante idee e di cui conservo ancora, oltre al suo libro, anche tante sue lettere.. Questo è quanto scrissi, per ricordarlo, sul Corriere Adriatico del 22 ottobre 1999: “Ci sono delle persone che, con poco, segnano la tua vita. Ti basta incontrarle, parlarci, ascoltarle, o semplicemente leggere poche parole da loro scritte. Ci sono persone che, eccezionalmente istruite e preparate, non ti fanno mai pesare il loro sapere e ti ascoltano, anziché parlare. Ci sono persone modeste, che amano quello che fanno e quello che fanno lo fanno bene, e te ne rendi conto anche se loro cercano di non fartelo sapere. Ci sono persone che al mondo delle bocce, allo sport delle bocce, hanno dato tanto, ma dallo sport delle bocce, dalla mediocrità di chi poteva fare altrimenti, sono state allontanate. Una di queste persone è il prof. Ermanno Barbieri, modenese, docente universitario, autore del libro “LE BOCCE:UNO SPORT”, fondatore, assieme a Ivano Tassinari, dell’ “Università delle bocce” di Pavullo. Ermanno Barbieri è stato il primo che, a livello teorico, ha dato dignità di sport alle bocce. Se ne è andato a 56 anni, in silenzio e modestamente, così come aveva vissuto, il 28 settembre scorso del 1999. Con sé ha portato via il suo grande sapere, la sua grande umanità e un po’ del cuore di coloro che lo hanno amato e stimato. A noi ha lasciato un libro, tante lettere, tanti insegnamenti. Lui aveva continuato a lavorare in silenzio, ancora per le bocce, a Pavullo. Aveva appena terminato di costruire un attrezzo per misurare la scorrevolezza dei campi. Caro Ermanno, le bocce continueranno a scorrere anche senza di te, ma sapessi quanto sarà più duro il loro cammino!” Il tuo caro amico Maurizio. -La vita di un uomo puro e generoso è sempre una cosa sacra e miracolosa, da cui si sprigionano forze inaudite che operano anche in lontananza- “Hesse” Prof .Ermanno Barbieri 02-09-1943 / 28-09-1999
  3. C'è la prima parte del Raduno Bif a Fossombrone..
  4. Ho appena saputo da un dirigente della bocciofila S.F.Osimo, che mi ha telefonato pochi minuti fa per sapere come sarebbero andate le riprese televisive per sabato e domenica 14 e 15 luglio, che la sua società aveva chiesto la manifestazione giovanile o per quella data o anche per la settimana successiva. Non ci sarebbero stati problemi. INVECE I PROBLEMI CE LI HA QUESTA FEDERAZIONE DELLE BOCCE CHE HA DECISO CHE SI POSSONO FARE IN CONTEMPORANEA DUE PARATE E DUE GARE NAZIONALI NELLA STESSA REGIONE. Perché? Perché sono èlite. Ma che vuol dire èlite? Ma perché non continuare a chiamarle solo gare nazionali? Così si crede che con l”èlite” si fa del bene al gioco delle bocce? Ma, a parte queste mie stupide considerazioni, io mi chiedo ancora perché fare due gare nazionali, e con due parate, in contemporanea nella stessa regione. E poi due giovani li togliamo a Osimo e li mandiamo a San Benedetto. Perché? Che cosa rendiamo meno importante, quella giovanile? Dove andranno i dirigenti il sabato, alla parata di Osimo o a quella di San Benedetto?. Dove andrò io a fare le riprese a Osimo o a San Benedetto? Di corsa di qua e di là. Così sabato 21 luglio, domenica 22 luglio mi riposerò e starò a casa. Non ho servizi per quei due giorni. Grazie nuova federazione delle bocce! Maurizio Marinelli