Bocce Italia Forum: er pupino - Visualizza profilo - Bocce Italia Forum

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Sezione Gare Juniores: risultati finali / aggiornamenti in tempo reale / promozione manifestazioni (92 messaggi)
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"professionista delle gare regionali"
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CASALECCHIO DI RENO (BO)

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Messaggi che ho inviato

  1. Nella Discussione:Lutto In Umbria

    23 May 2012 - 12:27

    Ti siamo vicini con grande affetto.

    Famiglia Capeti
  2. Nella Discussione:Lutto Per La Famiglia D'alessandro

    08 April 2012 - 10:57

    Le nostre più sentite condoglianze.

    Famiglia Capeti
  3. Nella Discussione:Coppa Italia Giovanile 2012

    16 February 2012 - 20:07

    Quest'anno la formazione di Reggio Emilia si presenta con:


    Capeti Luca
    Rovesti Manuel
    Magnavacchi kevin
    Venturi Mohan
    Miekra Endi

    CT. Ferrai Marco
  4. Nella Discussione:Annullamento Gara Nazionale Juniores Fontespina

    07 February 2012 - 15:16

    ok grazie luca...!!! :pollicesu:
  5. Nella Discussione:Allievi E Categorie

    05 December 2011 - 22:24

    Visualizza Messaggiandreaocapp, su 05 December 2011 - 13:37, detto:

    Ciao, certo che sono stato allievo. In quel periodo ho bazzicato in tutte le categorie. Dalla D alla A. Fortunatamente non ho mai messo la vittoria sopra tutto. Ho preferito giocare con un amico in A e vincere una gara all'anno, dall'età di 15 anni, piuttosto che annoiarmi con un anziano in C, con cui avrei avuto probabilmente pochi argomenti da discutere durante il viaggio. Mi sono posto degli obiettivi, puntando soprattutto sulla mia capacità di migliorare. Ho avuto un grande aiuto nella figura silenziosa e discreta di mio padre, che mi ha sempre fatto capire che la vittoria non era tutto. Sono arrivato al punto di detestare quel suo sistema di valori, perché naturalmente da ragazzino c'era una forte spinta a vincere, ma gradualmente ho capito che era tutto più bello, più divertente e più gratificante così.


    Non ho capito cosa intendete per "bistrattare" un giovane. Se il ragazzo trova nelle bocce un motivo di divertimento, allora questa sensazione rimane tale a prescindere dal risultato. Se giocare con un amico è la cosa più importante (e sono pienamente d'accordo), questo viene prima dell'eventuale vittoria in gara.
    Se invece divertirsi equivale a vincere (o a fare risultati) la maggior parte delle gare giocate tra i senior, allora smetto subito di discutere su questo argomento.
    Il sistema educativo dello sport prevede ben altri valori. Sport è metafora di vita. Educazione al sacrificio, alla gradualità, al confronto con avversari. Sport è educazione al rispetto, al confronto e al superamento dei limiti.


    Tutelare un giovane, cioè farlo rimanere nella categoria dove ha dimostrato di saper vincere facilmente? Questo è proprio il contrario rispetto al concetto di tutela. Facendo così, questo giovane lo viziamo e, ancora peggio, finiamo per appiattire il suo rendimento sul livello della categoria in cui gioca.
    La tarda adolescenza è invece un periodo in cui gli stimoli nuovi non devono mai mancare. La crescita è un processo complesso e ha bisogno di nuove motivazioni, che voi inconsapevolmente state facendo in modo di togliere ai vostri ragazzi. Partite da un quadro mentale diametralmente opposto rispetto a ciò che invece lo sport insegna: sacrificio, passione, sudore. Amarezza e riflessione per la sconfitta, ripensarsi nella propria crescita. Le sconfitte fanno crescere, è questa la cruda ma affascinante realtà da accettare.

    In questo modo di ragionare, che ripeto, è sbagliato, la cosa che più mi ha infastidito è che qualcuno ha lavorato "sott'acqua" per aggirare un regolamento federale. Questo è un forum in cui gli utenti si dicono contrari alle deroghe, ma poi quando ci possono riguardare in prima persona, allora queste iniziano ad andar bene? Se la regola non è corretta (compresa quella delle abilitazioni) possiamo discuterne, criticarla, proporre modifiche al suo contenuto, ma l'insegnamento migliore che possiamo dare ai nostri giovani è quello di crescere e agire rispettando sempre le regole esistenti. E' una metafora della vita. L'educazione è fatta di regole, e dobbiamo rispettarle. La regola può anche cambiare in futuro, sempre sulla base di riflessioni sensate, ma attualmente è questa, apparentemente superficiale ma in gran parte sensata: ragionate, se il ragazzo fa attività seniores, allora passerà di categoria in base al suo rendimento. Rendimento = promozione. Promozione, invece, non vuol dire maturazione. A questo punto, se ritenete che i ragazzi non siano pronti alla pratica tra i senior, teneteli a giocare fra gli Junior (siete voi i responsabili della loro attività, come tecnici e genitori), centellinando l'eventuale presenza nelle gare seniores. Se la motivazione del ragazzo a confrontarsi con gli adulti è invece troppo forte e decidete di prenderla in considerazione, guidatelo nel loro cammino verso il mondo dei grandi, spiegandogli regole, comportamenti e valori dello sport.

    Se alcuni ragazzi hanno smesso di giocare perché non vincevano... beh, probabilmente qualcosa non ha funzionato. Chi stava vicino a questi giovani nei momenti di difficoltà? qualcuno gli ha insegnato che lo sport è fatto di sacrifici, un po' come la vita? Qualcuno gli ha detto che i traguardi che fanno crescere di più sono quelli raggiunti con grande dedizione e sacrificio?
    Il problema, probabilmente, non è la promozione nella categoria superiore, ma il sistema educativo con cui sono cresciuti questi ragazzi, che vedendo la vittoria come un traguardo difficile da raggiungere hanno messo le bocce nell'armadietto dedicandosi ad altro, ammesso che non ci fossero altre ragioni (da approfondire) e altre motivazioni che temporaneamente li hanno allontanati dal nostro sport.

    Mi spiace concludere così, in modo forte, ma penso che le vostre argomentazioni siano mosse dall'eccessiva premura di proteggere i vostri ragazzi, che sono il dono più grande che la vita vi ha dato... ma non per questo dovete avere timore quando si trovano a competere in ambito sportivo. Lo sport, ripeto, è metafora di vita, ma è un ambiente protetto, un laboratorio in cui l'educazione da parte di genitori, allenatori e del ragazzo stesso può essere calibrata, rivista, senza che gli altri ambiti della vita (lavoro, studio, rapporti con amici e persone dell'altro sesso) subiscano forti contraccolpi. Al contrario sono l'autostima basata su una crescita reale da parte del ragazzo e la sua motivazione a migliorarsi, che possiamo considerare come le caratteristiche che, in misura maggiore rispetto ad altre, gli saranno sempre utili per tutta la vita.

    Andrea Mazzoni



    Mi rendo conto sempre di più che le cose che ho detto in precedenza non sono state prese in considerazione, forse non avete capito o non sono stata sufficientemente chiara. Ve ne riporto alcuni passaggi:

    "Ciao Andrea,
    tutto quello che volevamo far capire ai forumisti che leggono è che le regole che possono essere valide per gli adulti non sempre lo sono per i ragazzi. Noi non siamo istruttori e nemmeno psicologi ma siamo genitori e i cambiamenti, sia fisici che mentali, che avvengono tra i 16 e i 18 anni sono enormi, soprattutto nei ragazzi.
    La crescita improvvisa di tanti centimetri del corpo a volte crea delle difficoltà di coordinamento nel lancio della boccia. Quanti ragazzi passano il segno perchè le gambe si sono allungate in modo esagerato in pochissimo tempo. Devono avere il tempo di potersi correggere. Inoltre, non sempre i cambiamenti fisici vengono recepiti dal cervello in modo positivo. Ci sono ragazzi che devono abituarsi al corpo che si sta trasformando..."

    I discorsi generalizzati del tipo:
    "fare incetta di medaglie"
    "voler vincere facile"
    "lasciare i ragazzi in ambiente protetto"
    sono aridi ed esulano dal mio pensiero.

    E' capitato spesso che siamo andati a fare gare giovanili a 400, 500, 600 km di distanza sapendo che il montepremi era nettamente inferiore a gare seniores, vicinissime a casa e forse anche con maggiori probabilità di vittorie. Ribadisco il concetto, sperando che questa volta sia chiaro, che non faccio questi discorsi per un fatto speculativo.

    Mi dispiace che si perda tanto tempo a parlare di pochissimi ragazzi in tutta Italia, coinvolti in una eventuale promozione in A, quando ci sono centinaia di giocatori che vendono le partite per retrocedere e fare l' annata successiva tutte le gare possibili facendo "incetta di medaglie, denaro, vittorie facili...etc". Qui si sta parlando di ragazzi che danno prima di tutto priorità alla scuola (alle gare serali e prefestive non partecipano) e alle gare juniores. Si parla quindi di circa 15 gare in un anno. Se questo crea dei problemi ai giocatori di categoria B, non oso pensare che catastrofi creano quelli che fanno il giochino delle retrocessioni...
    A mio avviso i problemi sono altri.

    Ciao a tutti.

    Carlo Capeti

Commenti

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  1. Foto

    Old Girl 

    30 Mar 2011 - 10:59
    Ciao,ciao,ciao. Complimentoni a te e al tuo papi per la doppietta di domenica scorsa. Pure a Manuel e al compagno di papi. Ciao.
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