Allievi E Categorie
#41
Inviato 05 December 2011 - 16:10
#42
Inviato 05 December 2011 - 18:09
Homer Bibson, su 03 December 2011 - 23:10, detto:
Sono poi d'accordo sul fatto che ogni categoria inferiore (B/C/D) è piena di ex giocatori di A...altra ingiustizia
pensiero da condividere in toto
Messaggio modificato da pancalo il 05 December 2011 - 18:09
#43
Inviato 05 December 2011 - 18:50
Old Girl, su 05 December 2011 - 12:30, detto:
Io e mio marito ci troviamo pienamente d'accordo con Carlo e Patrizia sul fatto che gli allievi restino in B.
Posso portare l'esperienza di due ex-allievi veneti catapultati in A al loro ingresso in senior. Uno ha smesso dopo due o tre gare di giocare a bocce, per rientrare quest'anno dopo due anni dal ritiro, ma fatica ancora ad ingranare.
L'altro, ha continuato a giocare in A, per due anni e solo quest'anno comincio a vederlo alla quarta/quinta partita.
E mi piacerebbe avere l'esperienza viva di quei ex-allievi, inseriti subito in A o B, di come si sono trovati nelle categorie superiori.
Andrea, sarai stato anche tu allievo? Non pensare alla psicologia, ma raccontaci il tuo passaggio nei senior come l'hai vissuto veramente...
Abbiamo pochi giovani, non bistrattiamoli in continuazione, a quest'età, il gioco delle bocce per loro è ancora divertimento, soprattutto se giocano in coppia con un amico.
I giovani delle bocce sono una razza in via d'estinzione, vanno tutelati.
Queste parole sono comprensibili (e giustificabili) a mio parere solo perchè nelle bocce siamo messi come siamo messi. Oggi è persino normale strutturare la carriera di un giocatore giovane in modo tale che abbia "vita facile" la domenica e quindi resista alle tentazioni tipiche di un ragazzo di quell'età.
Capisco, giustifico ma non dimentico che tutto ciò ha un senso solo in questo gioco. In altri contesti ti direi che è altamente sbagliato favorire un giovane giocatore di B che stravince per evitargli lo scotto della categoria A dove magari prenderebbe qualche mazzata.
Con questa logica un signore di 60 anni che prende 25 punti in B, "condannandosi" alla promozione, che dovrebbe dire?
Se un ragazzo è stato così bravo da prendere 50 o 100 punti in B è senz'altro sufficientemente bravo per giocare in A, magari non vincerà, magari avrà difficoltà, magari rischierà di smettere... ma non può essere solo la paura che abbandoni a discriminare le categorie.
Poi certo... se vogliamo essere realisti è verissimo che un giovane potrebbe smettere (e molti lo fanno sul serio) ma non smette perchè non vince. C'è un grosso errore d'interpretazione in tutto questo.
Smette perchè a 20 anni i valori sono altri, i desideri sono altri, le esigenze sono altre. Smette (se smette) perchè la natura chiama.
La sconfitta accelera tutti i processi che lo possono portare lontano dalle bocce, ovvio... ma non è la sconfitta a farlo smettere... smette per ben altri motivi sui quali bisognerebbe lavorare diversamente.
#44
Inviato 05 December 2011 - 21:46
Vado in gara (come faccio) in categoria B (quando dovrei militare in C per le mie doti sul campo) e mi tocca giocare con uno che l'anno prima era di B e che, pur avendo realizzato tanti punti da metitarsi la promozione in A, è stato lasciato in categoria perchè minorenne. Praticamente, di fatto, una cat. A contro una cat. C. Se dovessi mai incontrare un atleta che risponda a questi requisiti, potrei dire di essere, concedetemi il termine, vittima di un "illecito sportivo"?
#45
Inviato 05 December 2011 - 22:24
andreaocapp, su 05 December 2011 - 13:37, detto:
Non ho capito cosa intendete per "bistrattare" un giovane. Se il ragazzo trova nelle bocce un motivo di divertimento, allora questa sensazione rimane tale a prescindere dal risultato. Se giocare con un amico è la cosa più importante (e sono pienamente d'accordo), questo viene prima dell'eventuale vittoria in gara.
Se invece divertirsi equivale a vincere (o a fare risultati) la maggior parte delle gare giocate tra i senior, allora smetto subito di discutere su questo argomento.
Il sistema educativo dello sport prevede ben altri valori. Sport è metafora di vita. Educazione al sacrificio, alla gradualità, al confronto con avversari. Sport è educazione al rispetto, al confronto e al superamento dei limiti.
Tutelare un giovane, cioè farlo rimanere nella categoria dove ha dimostrato di saper vincere facilmente? Questo è proprio il contrario rispetto al concetto di tutela. Facendo così, questo giovane lo viziamo e, ancora peggio, finiamo per appiattire il suo rendimento sul livello della categoria in cui gioca.
La tarda adolescenza è invece un periodo in cui gli stimoli nuovi non devono mai mancare. La crescita è un processo complesso e ha bisogno di nuove motivazioni, che voi inconsapevolmente state facendo in modo di togliere ai vostri ragazzi. Partite da un quadro mentale diametralmente opposto rispetto a ciò che invece lo sport insegna: sacrificio, passione, sudore. Amarezza e riflessione per la sconfitta, ripensarsi nella propria crescita. Le sconfitte fanno crescere, è questa la cruda ma affascinante realtà da accettare.
In questo modo di ragionare, che ripeto, è sbagliato, la cosa che più mi ha infastidito è che qualcuno ha lavorato "sott'acqua" per aggirare un regolamento federale. Questo è un forum in cui gli utenti si dicono contrari alle deroghe, ma poi quando ci possono riguardare in prima persona, allora queste iniziano ad andar bene? Se la regola non è corretta (compresa quella delle abilitazioni) possiamo discuterne, criticarla, proporre modifiche al suo contenuto, ma l'insegnamento migliore che possiamo dare ai nostri giovani è quello di crescere e agire rispettando sempre le regole esistenti. E' una metafora della vita. L'educazione è fatta di regole, e dobbiamo rispettarle. La regola può anche cambiare in futuro, sempre sulla base di riflessioni sensate, ma attualmente è questa, apparentemente superficiale ma in gran parte sensata: ragionate, se il ragazzo fa attività seniores, allora passerà di categoria in base al suo rendimento. Rendimento = promozione. Promozione, invece, non vuol dire maturazione. A questo punto, se ritenete che i ragazzi non siano pronti alla pratica tra i senior, teneteli a giocare fra gli Junior (siete voi i responsabili della loro attività, come tecnici e genitori), centellinando l'eventuale presenza nelle gare seniores. Se la motivazione del ragazzo a confrontarsi con gli adulti è invece troppo forte e decidete di prenderla in considerazione, guidatelo nel loro cammino verso il mondo dei grandi, spiegandogli regole, comportamenti e valori dello sport.
Se alcuni ragazzi hanno smesso di giocare perché non vincevano... beh, probabilmente qualcosa non ha funzionato. Chi stava vicino a questi giovani nei momenti di difficoltà? qualcuno gli ha insegnato che lo sport è fatto di sacrifici, un po' come la vita? Qualcuno gli ha detto che i traguardi che fanno crescere di più sono quelli raggiunti con grande dedizione e sacrificio?
Il problema, probabilmente, non è la promozione nella categoria superiore, ma il sistema educativo con cui sono cresciuti questi ragazzi, che vedendo la vittoria come un traguardo difficile da raggiungere hanno messo le bocce nell'armadietto dedicandosi ad altro, ammesso che non ci fossero altre ragioni (da approfondire) e altre motivazioni che temporaneamente li hanno allontanati dal nostro sport.
Mi spiace concludere così, in modo forte, ma penso che le vostre argomentazioni siano mosse dall'eccessiva premura di proteggere i vostri ragazzi, che sono il dono più grande che la vita vi ha dato... ma non per questo dovete avere timore quando si trovano a competere in ambito sportivo. Lo sport, ripeto, è metafora di vita, ma è un ambiente protetto, un laboratorio in cui l'educazione da parte di genitori, allenatori e del ragazzo stesso può essere calibrata, rivista, senza che gli altri ambiti della vita (lavoro, studio, rapporti con amici e persone dell'altro sesso) subiscano forti contraccolpi. Al contrario sono l'autostima basata su una crescita reale da parte del ragazzo e la sua motivazione a migliorarsi, che possiamo considerare come le caratteristiche che, in misura maggiore rispetto ad altre, gli saranno sempre utili per tutta la vita.
Andrea Mazzoni
Mi rendo conto sempre di più che le cose che ho detto in precedenza non sono state prese in considerazione, forse non avete capito o non sono stata sufficientemente chiara. Ve ne riporto alcuni passaggi:
"Ciao Andrea,
tutto quello che volevamo far capire ai forumisti che leggono è che le regole che possono essere valide per gli adulti non sempre lo sono per i ragazzi. Noi non siamo istruttori e nemmeno psicologi ma siamo genitori e i cambiamenti, sia fisici che mentali, che avvengono tra i 16 e i 18 anni sono enormi, soprattutto nei ragazzi.
La crescita improvvisa di tanti centimetri del corpo a volte crea delle difficoltà di coordinamento nel lancio della boccia. Quanti ragazzi passano il segno perchè le gambe si sono allungate in modo esagerato in pochissimo tempo. Devono avere il tempo di potersi correggere. Inoltre, non sempre i cambiamenti fisici vengono recepiti dal cervello in modo positivo. Ci sono ragazzi che devono abituarsi al corpo che si sta trasformando..."
I discorsi generalizzati del tipo:
"fare incetta di medaglie"
"voler vincere facile"
"lasciare i ragazzi in ambiente protetto"
sono aridi ed esulano dal mio pensiero.
E' capitato spesso che siamo andati a fare gare giovanili a 400, 500, 600 km di distanza sapendo che il montepremi era nettamente inferiore a gare seniores, vicinissime a casa e forse anche con maggiori probabilità di vittorie. Ribadisco il concetto, sperando che questa volta sia chiaro, che non faccio questi discorsi per un fatto speculativo.
Mi dispiace che si perda tanto tempo a parlare di pochissimi ragazzi in tutta Italia, coinvolti in una eventuale promozione in A, quando ci sono centinaia di giocatori che vendono le partite per retrocedere e fare l' annata successiva tutte le gare possibili facendo "incetta di medaglie, denaro, vittorie facili...etc". Qui si sta parlando di ragazzi che danno prima di tutto priorità alla scuola (alle gare serali e prefestive non partecipano) e alle gare juniores. Si parla quindi di circa 15 gare in un anno. Se questo crea dei problemi ai giocatori di categoria B, non oso pensare che catastrofi creano quelli che fanno il giochino delle retrocessioni...
A mio avviso i problemi sono altri.
Ciao a tutti.
Carlo Capeti
#46
Inviato 05 December 2011 - 23:01
er pupino, su 05 December 2011 - 22:24, detto:
"fare incetta di medaglie"
"voler vincere facile"
"lasciare i ragazzi in ambiente protetto"
sono aridi ed esulano dal mio pensiero.
A dire il vero è stato chiaramente detto che far rimanere i ragazzi in B è utile per impedire che questi prendano mazzate ingiuste in A e si sfiducino.
Tra le righe è stato detto che siccome i ragazzi sono pochi è giusto proteggerli.
Siccome la posizione è evidentemente questa (e non è detto che non sia realista... anzi lo è!) non credo ci sia da correggerla elencando i sacrifici fatti per farli giocare in lontanissime gare giovanili.
Credo che nessuno pensi che avete voglia di arricchirvi con i vostri figli, del resto è fisicamente impossibile.
Nel precedente messaggio (poi Andrea risponderà per le sue cose) ho detto che così facendo si fa un torto sportivo a quelli che passano in A essendo molto meno bravi di loro e si fa un torto anche a quelli di B che continueranno a prendere severe lezioni da giocatori che già li avevano stracciati nella stagione precedente.
Mantenere in bocciofila un giovane facendolo gareggiare in categorie dove è palesemente superiore è come tenersi una moglie a forza di carte di credito. Lei magari rimane... ma l'amore è un'altra cosa.
Non dobbiamo fare lo stesso errore coi ragazzi.
Anzichè "stimolarli" con la categoria dovremmo migliorare le nostre bocciofile ed organizzare, contestualmente, molte più manifestazioni juniores.
Se a 20 anni lasciano le bocciofile è perchè queste sono posti invivibili pieni di persone anziane in cui mancano tutte le condizioni minime per attrarre un giovane.
Ho decine di amici che giocano a pallavolo tutto l'anno, si allenano 2-3 volte a settimana e nel weekend giocano il campionato. Hanno dai 15 ai 40 anni e non lascerebbero quel gioco per nessuna ragione al mondo. Adorano il loro ambiente ed in esso trovano tutto ciò di cui hanno bisogno:
1) sport
2) amicizie
3) coetanei
4) altro sesso
Di contro non guadagnano nulla e non vincono nulla. Il problema è nel contesto di gioco, non nella possibilità o meno di primeggiare e non sfiduciarsi.
#47
Inviato 05 December 2011 - 23:37
#48
Inviato 05 December 2011 - 23:42
er pupino, su 05 December 2011 - 22:24, detto:
I discorsi generalizzati del tipo:
"fare incetta di medaglie"
"voler vincere facile"
"lasciare i ragazzi in ambiente protetto"
sono aridi ed esulano dal mio pensiero.
Carlo Capeti
Ciao Carlo
Sono il primo a pensare che voi non ne facciate un fatto speculativo. Anzi, quando l'ho sentito dire, ho prontamente spento le polemiche.
Tuttavia se dopo aver argomentato per pagine con un contributo che è più da saggio specialistico che da forum (forse ho sbagliato i toni ed ho annoiato molto e me ne scuso), mi riporti 3 frasi avulse dal contesto in cui sono state inserite queste poche righe... allora penso che non ci siamo capiti e questo mi dispiace. Non capisco inoltre perché continuiate a pensare che sul forum affermi che il fatto che i ragazzi rimangano in B un altro anno sia puramente di tipo speculativo (in senso economico).
Il lato economico è una conseguenza, che però rischia di diventare motivazione primaria per alcuni che si attaccano più al lato materiale delle bocce che non a quello sportivo. Non posso certo dire che sarebbe il caso dei nostri allievi!
Preciso una sola cosa: l'ambiente protetto di cui parlavo chiaramente era quello della categoria allievi, dove l'impatto emotivo è inferiore rispetto alla pratica tra i senior e prevalgono le relazioni tra pari età e situazioni di crescita psico-fisica simili.
Andrea
#50
Inviato 06 December 2011 - 13:06
Vorrei rispondere a Homer riguardo agli altri sport, soprattutto quelli di squadra.
E' vero che i gioveni come nella pallavolo o nel calcio vanno a giocare per l'unico spirito divertentistico e sportivo.
Il problema in questi sport sono gli allenatori e le società in cui la parola chiave è "vincere a tutti i costi".
Cosa intendo?
Quando mia figlia giocava a pallavolo, era inserita nella squadra del nostro paese che gareggiava in una categoria alta.
Però, per l'allenatore e la società era importante vincere a tutti i costi, per cui alla fine giocavano sempre le solite cinque ragazze e mia figlia e le altre facevano sempre panchina (nel 2011 non è cambiato nulla).
Lo stesso vale anche nelle squadre di calcio, giocano sempre i soliti e gli altri in panchina.
Alla fine i premiati sono gli allenatori, perchè cresce in loro l'affermazione di merito nei riguardi di altre società che volessero ingaggiarli.
E premiate pure le società che alzano i loro livelli di qualità.
I ragazzi non vincono niente e ancor meno quelli che sono stati oscurati stando in panchina. Piccoli pianeti e satelliti che girano intorno ai soli.
Nelle bocce, chi vince è un astro che vive di luce propria. Il primo a beneficiarne è proprio lui, allenatori e società si acconteno di qualche raggio di luce.
Vorrei continuare a rispondere a Vittorio.
Perchè retrocedere l'anziano??????????
Perchè vedono che Vittorio è un bel ragazzo, giovane e tutto muscoli?
Fa più bella figura a stare in B!!
Ma penso che Vittorio lavori o studi e il tempo per allenarsi sia minore del tempo che hanno questi anzianotti che tutti i giorni vanno avanti e indietro per i campi della bocciofila.
A Carlo e Patrizia,
continuo a dire che hanno ragione.
Michael dal 2009 era entrato in un declino sportivo, proprio a causa della sua esagerata crescita.
Da settembre 2009 a settembre 2010 è cresciuto di 13 centimetri, e a settembre di quest'anno altri 12 centimetri.(Totale 25 cm.)
Ha solo 15 anni, mi sà che non ha finito di alzarsi.
Questa crescita, ha indotto in lui un vero calo sportivo, perchè s'è trovato completamente squilibrato nei movimenti e anche il morale ne ha risentito molto, arrivando ad essere addirittura insicuro e sfiduciato in tutto quello che faceva, scuola compresa.
E' da settembre che Michael è rientrato nei suoi parametri abituali, abituandosi a una nuova postura, a riprendere fiducia e sicurezza.
E questo nuovo assestamento lo sta vivendo positivamente, oltre allo sport anche a scuola.
Ma se guardo in giro, vedo coetanei di Michael e ragazzi un pò più vecchi che questo sviluppo non l'hanno ancora fatto, o lo stanno facendo in modo molto lento (buon per loro perchè si adeguano mano a mano alla crescita).
Secondo me, il problema vero sta proprio nei passaggi di categoria.
Quella clausola che impedisce loro una volta arrivati in A di non poter retrocedere oltre la B fino ai 65 anni.
E se sono in A all'ultimo anno di allievi passano nei senior ancora con la categoria A anche se non fanno punti.
Questo vuol dire essere discriminati, perchè i senior di A che non hanno fatto punti retrocedono in B, mentre chi è all'ultimo anno di allievo e non fa punti continua a rimanere in A.
Secondo me, è proprio questo punto del regolamento che va rivisto e modificato.
Pari trattamento come i senior, se fai punti avanzi, se non li fai retrocedi, altrimenti rimani lì.
Allora in questo caso a fare un anno in A da allievi non gli fa certo male, ma per come è ora, per gli allievi uscenti la categoria rimane per due anni.
Concludo con una domanda:
E' più giusto che facciano 3 anni in B (3°,4°allievi + 1°senior) o 2 anni in A (4°allievi + 1°senior), anche se in nessuno dei due casi sono nella giusta categoria??????
Messaggio modificato da Old Girl il 06 December 2011 - 14:10
#51
Inviato 06 December 2011 - 13:45
Old Girl, su 06 December 2011 - 13:06, detto:
Quella clausola che impedisce loro una volta arrivati in A di non poter retrocedere oltre la B fino ai 65 anni.
E se sono in A all'ultimo anno di allievi passano nei senior ancora con la categoria A anche se non fanno punti.
Diamogli un pò di respiro fino ai 20-23 anni.
Se in 2-5 anni di senior non ottengono punti è giusto che possano essere retrocessi anche in C.
Altrimenti stanno nelle categorie che si meritano.
Questa si risolve in 3 secondi cambiando i montepremi.
Non credo però che i ragazzi saranno influenzati da tutto ciò. Per loro il problema è ambientale.
#52
Inviato 06 December 2011 - 14:53
Old Girl, su 06 December 2011 - 13:06, detto:
Secondo me, il problema vero sta proprio nei passaggi di categoria.
Quella clausola che impedisce loro una volta arrivati in A di non poter retrocedere oltre la B fino ai 65 anni.
E se sono in A all'ultimo anno di allievi passano nei senior ancora con la categoria A anche se non fanno punti.
Questo vuol dire essere discriminati, perchè i senior di A che non hanno fatto punti retrocedono in B, mentre chi è all'ultimo anno di allievo e non fa punti continua a rimanere in A.
Secondo me, è proprio questo punto del regolamento che va rivisto e modificato.
Pari trattamento come i senior, se fai punti avanzi, se non li fai retrocedi, altrimenti rimani lì.
Allora in questo caso a fare un anno in A da allievi non gli fa certo male, ma per come è ora, per gli allievi uscenti la categoria rimane per due anni.
Concludo con una domanda:
E' più giusto che facciano 3 anni in B (3°,4°allievi + 1°senior) o 2 anni in A (4°allievi + 1°senior), anche se in nessuno dei due casi sono nella giusta categoria??????
Stai considerando da un caso particolare, cioè quello in cui l'allievo venga abilitato in A e questa categoria sia per lui tanto difficile da impedirgli di fare punti. Ammesso che accada, a mio parere non è del tutto chiaro cosa succede in termini di una possibile retrocessione. Ecco cosa dice l'articolo specifico delle disposizioni tecniche.
"L’abilitazione alle categorie senior inizia con la categoria D".
"La variazione dell’abilitazione è regolata dalle disposizioni che stabiliscono promozioni e retrocessioni
delle categorie senior" --> quando un giocatore è in uscita dagli allievi, si farà un ultimo calcolo dei suoi punti ottenuti nella categoria dove era abilitato. Quindi se un allievo abilitato B, dopo aver fatto attività (aspetto ritenuto essenziale da alcuni comitati), non ha ottenuto punti, la prossima categoria sarà la C.
"L’ultima abilitazione maturata da under 18 (L) diventa categoria effettiva al passaggio tra i senior" ---> questo è il punto critico. A mio modo di vedere l'ultima abilitazione è la categoria determinata dal punteggio ottenuto nei senior durante l'ultimo anno di allievi. Secondo altri, invece, è determinata dal penultimo anno di allievi. Nella seconda delle ipotesi sarebbe assurdo.
In my opinion, gli allievi possono anche retrocedere dall'abilitazione ottenuta all'ultimo anno una volta che passano tra i senior, ma bisogna chiederlo alla tecnica nazionale.
In ogni caso, tornando sulla crescita dei ragazzi, non vedo la correlazione con le gare tra i senior. La crescita incide sulla stagione in corso, quindi eventualmente in termini di promozioni-retrocessioni inciderà sulla categoria dell'anno successivo.
Pato è cresciuto di quasi 15 cm in poco più di un anno, da quando è al Milan e, a quanto pare, la crescita sta incidendo sul suo rendimento alterno e sugli infortuni.
Fa parte del gioco, in quanto crescita fisica-mentale e sportiva sono due facce della stessa medaglia. Crescere fisicamente è una sfida difficile e, mentre in qualche sport può essere positiva, nelle bocce va gestita delicatamente e, soprattutto, mentalmente.
Infine il paragone con lo sport agonistico a squadre non lo vedo come particolarmente incisivo ai fini del nostro discorso. Non so quanti anni abbia tua figlia, ma se partecipava a un campionato di alta categoria la logica è quella della competizione. Lo stesso discorso non può essere esteso alle categorie giovanili. Se vuoi essere in squadra a livello semi-professionistico, devi eccellere. Altrimenti ci sono i campionati CSI e i tornei estivi per tantissimi sport.
#53
Inviato 06 December 2011 - 15:29
"L’ultima abilitazione maturata da under 18 (L) diventa categoria effettiva al passaggio tra i senior"
In pratica vale l'abilitazione riportata nel cartellino.
Se nella tessera non è riportata nessuna categoria di abilitazione il giovane può iniziare tranquillamente dalla D.
Chi per orgoglio personale si fa abilitare "ufficialmete" a categorie superiori a quel punto valgono quelle.
Nel caso di Carmine dell'Olimpia, che saluto con simpatia, credo che il problema sia ulterirmente diverso, ovvero: l'anno scorso, con l'Olimpia ha vinto il campionato italiano a squadre per la categoria D, mi sembra che per regolamento i vincitori del campionato di categoria D,C,B passano alla categoria superiore e quindi dalla categoria D (per la quale ha giocato) quest'anno si ritrova, per forza di cose, promosso in C.
Messaggio modificato da StefanoC il 06 December 2011 - 15:29
#54
Inviato 06 December 2011 - 15:55
StefanoC, su 06 December 2011 - 15:29, detto:
Ma voi siete sicuri che un giovane lasci le bocce per problemi legati all'abilitazione nelle varie categorie?
Per me è un discorso a vuoto.
#55
Inviato 07 December 2011 - 07:37
Ribadisco che il problema è in questo punto del regolamento:
"L'ultima abilitazione maturata nell under 18 (L) diventa categoria effettiva al passaggio tra i senior".
Ed è per questo che molti allievi di B, al terzo anno, riducono drasticamente la partecipazione alle gare senior.
In questo modo, restano in B anche nell'ultimo anno di L e nella successiva categoria senior.
Se un allievo al suo terzo anno è in B e vince delle gare deve passare per forza l'anno successivo in A.
Al quarto anno in A è possibile, se è bravo, che vinca altre gare, può anche, per svariati motivi non vincerne alcuna (rendimento sportivo, scuola, lavoro, morosa, salute), ma sarà costretto comunque, l'anno dopo, nel passaggio tra i senior a restare in A.
Perchè il REGOLAMENTO non prevede la sua retrocessione.......?!
E' tutto qua il problema.......
Messaggio modificato da Old Girl il 07 December 2011 - 07:53
#56
Inviato 07 December 2011 - 07:50
StefanoC, su 06 December 2011 - 15:29, detto:
"L’ultima abilitazione maturata da under 18 (L) diventa categoria effettiva al passaggio tra i senior"
In pratica vale l'abilitazione riportata nel cartellino.
Se nella tessera non è riportata nessuna categoria di abilitazione il giovane può iniziare tranquillamente dalla D.
Chi per orgoglio personale si fa abilitare "ufficialmete" a categorie superiori a quel punto valgono quelle.
Nel caso di Carmine dell'Olimpia, che saluto con simpatia, credo che il problema sia ulterirmente diverso, ovvero: l'anno scorso, con l'Olimpia ha vinto il campionato italiano a squadre per la categoria D, mi sembra che per regolamento i vincitori del campionato di categoria D,C,B passano alla categoria superiore e quindi dalla categoria D (per la quale ha giocato) quest'anno si ritrova, per forza di cose, promosso in C.
Ciao Stefano.
Quando un ragazzo entra negli allievi non ha l'obbligatorietà dell'annotazione della categoria sul cartellino in quanto la sua prima categoria è la D.
L'obbligatorietà è dovuta per quegli allievi che partecipano a Campionati di Categoria e questo non lo capisco perchè.
Ma che loro abbiano o meno riportata l'abilitazione della categoria stampata sul cartellino li costringe comunque, quando fanno punti a passare alla categoria successiva.
In Veneto c'è invece la convinzione che se non hanno riportata l'abilitazione scritta sul cartellino, possono restare in D anche se fanno punti nelle gare senior.
Carmine infatti aveva già dalla D l'abilitazione sul cartellino, come ce l'ha quest'anno Michael.
Ma quasi tutti gli allievi in Veneto non hanno riportato niente sul cartellino.
Messaggio modificato da Old Girl il 07 December 2011 - 07:52
#57
Inviato 07 December 2011 - 09:44
#59
Inviato 07 December 2011 - 12:59
andreaocapp, su 07 December 2011 - 09:44, detto:
e proprio cosi andrea visto che io la categoria D non lo mai fatta

Aiuto

Aggiungi Risposta

Multi Citazione















