Allievi E Categorie
#1
Inviato 29 November 2011 - 14:47
Apro questa discussione sulla categoria degli allievi.
Quando un giovane, ha fatto la gavetta, cioè, ha giocato negli esordienti e nei ragazzi, una volta che passa
allievo con quale categoria dovrebbe cominciare?
C'è qualcuno che possa obbligarlo ad essere iscritto nelle categorie superiori solo perchè si pensa che sia bravo?
#2
Inviato 29 November 2011 - 15:12
Old Girl, su 29 November 2011 - 14:47, detto:
Apro questa discussione sulla categoria degli allievi.
Quando un giovane, ha fatto la gavetta, cioè, ha giocato negli esordienti e nei ragazzi, una volta che passa
allievo con quale categoria dovrebbe cominciare?
C'è qualcuno che possa obbligarlo ad essere iscritto nelle categorie superiori solo perchè si pensa che sia bravo?
dovrebbe cominciare per regola dalla D, però ogni comitato fa sempre qualche eccezione!
Messaggio modificato da peppe247 il 29 November 2011 - 15:12
#3
Inviato 29 November 2011 - 18:00
#4
Inviato 29 November 2011 - 20:36
Homer tu hai capito subito qual'è il problema che si sta creando intorno a Michael e Federico.
Ieri sera minacciavano addirittura di non giocarci se li avessero avuti contro e tutti si chiedevano perchè il comitato regionale non intervenga sulla loro categoria.
Michael e Fede hanno vinto solo una gara in Veneto eppure fanno paura, ma mi sembra che anche gli altri allievi non siano di meno, come Matteo della Serenissima o Marco della Dante.
Leonardo e Massimiliano della Serenissima hanno fatto i 4 anni di allievi più due di senior in D, eppur vincendo molto sono passati solo quest'anno in C.
Però tutti se la prendono solo con Michael, Fede e Carmine.
Ieri sera ad un anziano ho detto:" Michael si alza la mattina alle 6.15 per andare a scuola e torna tutti i giorni alle 17.50 per cui gli resta poco tempo per allenarsi, fa le gare serali solo se sono vicino a casa ed escludiamo i bocciodromi con tre campi per la lungaggine della serata. Voi pensionati siete tutti i pomeriggi e le sere al bocciodromo a giocare a bocce, con tutto il tempo che giocate dovreste essere dei Formiconi o dei Savoretti, dovreste voi, far paura a questi ragazzi e non loro a voi".
Ad un'altra persona ho risposto:"Se un bambino deve andare in prima elementare, ma sa già leggere e scrivere che facciamo? Lo iscriviamo direttamente in prima media!?".
Eppure ieri sera finchè hanno giocato Michael e Fede c'era pubblico che assisteva alla partita, quando hanno finito ed hanno vinto il girone tutti gli spettatori se ne sono andati a casa, mentre nell'altro campo stavano disputando la finale ancora quelli della A, ma a vederli non c'era rimasto più nessuno.
Anche Luca e Manuel in Emilia Romagna sono partiti dalla D e giustamente facendo punti si va su di categoria, come Carmine.
E che dire allora di quelli che negli anni passati giocavano in A ed ora sono in D?????
#5
Inviato 30 November 2011 - 15:46
Non dovrebbe però essere lasciata alcuna libertà al comitato, si fa una regola... e quella si tiene... se l'allievo vince avanza di categoria... se non vince no!!
Credo che, specialmente a quest'età, il fatto di giocare in una categoria superiore debba essere motivo d'orgoglio per un'allievo, perciò non penso ci sia motivo ti tenerli nelle categorie inferiori.
Riguardo il fatto di ritrovarseli nel girone non mi pronuncio, perchè tutti dovrebbero essere contenti di avere dei giovani tra i piedi, se ne perdono tante di partite, ma per ben altri motivi!!!
E comunque, giusto per la cronaca, nelle ultime 48 ore "Luca Miconi" (Matelica) mi ha fatto sudare un "pareggio in casa mia" nell'individuale del campionato per società!! ...e ieri sera i ragazzi dell'olimpia (Tinti-Luchetti) mi hanno fatto sudare una finale di girone tiratissima e giocata benissimo!!!!
Sti ragazzi sono bravi!! E gusta veramente giocarci contro, che si vinca o che si perda.
Secondo me averli nel girone, giocarci partite di ottimo livello, vincerle o perderle, deve essere motivo di soddisfazione... sennò stiamo a casa... se vogliamo avere sempre vita facile... stiamo a casa!!!!
#6
Inviato 30 November 2011 - 16:35
Per quanto attiene i grossi comitati, valgono i criteri numerici previsti dal regolamento per le categorie seniores.
Come al solito, però, i Comitati possono, nello sport per tutti, derogare a proprio piacimento.
#7
Inviato 30 November 2011 - 16:47
maistuprezisu60, su 30 November 2011 - 16:35, detto:
Per quanto attiene i grossi comitati, valgono i criteri numerici previsti dal regolamento per le categorie seniores.
Come al solito, però, i Comitati possono, nello sport per tutti, derogare a proprio piacimento.
Esatto, quello che intendevo... i comitati non dovrebbero secondo me derogare a proprio piacimento...
#8
Inviato 30 November 2011 - 20:23
Comunque per regola o per logica il primo anno di allievi, se è valido per tutti, dovrebbe cominciare con la categoria D.
Dovrebbe essere l'allievo che per orgoglio o per cavoli suoi chiedere di farsi mettere in una categoria superiore.
Ma a noi e anche a Michael sta bene avanzare le categorie di anno in anno secondo il punteggio maturato.
Per chi è al primo anno di allievo, anche se fosse veramente bravo, incombe il fatto di non essere tecnicamente a posto.
Negli anni precedenti, infatti, nella categoria esordienti e poi ragazzi si è sempre seguiti e guidati da un istruttore o un genitore che danno tutte le indicazioni sul gioco da fare o in quale parte del campo giocare.
Adesso, da allievi devono camminare da soli e non per tutti è facile e si sa, sbagliando si impara.
E'anche per questo che è giusto che partino dalla D, devono farsi le ossa.
#9
Inviato 01 December 2011 - 06:29
Old Girl, su 30 November 2011 - 20:23, detto:
Comunque per regola o per logica il primo anno di allievi, se è valido per tutti, dovrebbe cominciare con la categoria D.
Dovrebbe essere l'allievo che per orgoglio o per cavoli suoi chiedere di farsi mettere in una categoria superiore.
Ma a noi e anche a Michael sta bene avanzare le categorie di anno in anno secondo il punteggio maturato.
Per chi è al primo anno di allievo, anche se fosse veramente bravo, incombe il fatto di non essere tecnicamente a posto.
Negli anni precedenti, infatti, nella categoria esordienti e poi ragazzi si è sempre seguiti e guidati da un istruttore o un genitore che danno tutte le indicazioni sul gioco da fare o in quale parte del campo giocare.
Adesso, da allievi devono camminare da soli e non per tutti è facile e si sa, sbagliando si impara.
E'anche per questo che è giusto che partino dalla D, devono farsi le ossa.
non riesco a capire che soddisfazione possa avere un allievo bravo a vincere in D categoria che io personalmente (ne faccio parte) eliminerei subito.e' sicuramente giocando contro giocatori bravi che un ragazzo puo' migliorare e non sicuramente in D.Le ossa te le fai in altre categorie (A o eventualmente B)Questa e' la mia idea
Messaggio modificato da torero il 01 December 2011 - 06:31
#10
Inviato 01 December 2011 - 07:10
#11
Inviato 01 December 2011 - 07:18
Homer Bibson, su 01 December 2011 - 07:10, detto:
Credo (se non sbaglio) che un allievo esca a 18 anni e sicuramente (sempre secondo me ) le motivazioni le trovi contro avversari di buon livello e non scarsotti di D(vedi me)
#12
Inviato 01 December 2011 - 07:32
torero, su 01 December 2011 - 07:18, detto:
Secondo me se sei bravo a 14/15 anni sei in D , a 15/16 promosso in C , a 16/17 promosso in B e a 17/18 in A .
Con questa scalata quando esci dagli allievi puoi avere già la mentalità giusta per praticare solo le gare Senior , mentre abilitando un giocatore a categorie alte già a 14 anni , a 18 anni , se non nasce fenomeno , potrebbe già aver appeso le bocce al chiodo .
#13
Inviato 01 December 2011 - 08:00
claudio.foglia, su 01 December 2011 - 07:32, detto:
Con questa scalata quando esci dagli allievi puoi avere già la mentalità giusta per praticare solo le gare Senior , mentre abilitando un giocatore a categorie alte già a 14 anni , a 18 anni , se non nasce fenomeno , potrebbe già aver appeso le bocce al chiodo .
Pienamente d'accordo.
#14
Inviato 01 December 2011 - 09:18
claudio.foglia, su 01 December 2011 - 07:32, detto:
Con questa scalata quando esci dagli allievi puoi avere già la mentalità giusta per praticare solo le gare Senior , mentre abilitando un giocatore a categorie alte già a 14 anni , a 18 anni , se non nasce fenomeno , potrebbe già aver appeso le bocce al chiodo .
molti smettono proprio per questo! quindi sono d'accordo con te!
#15
Inviato 01 December 2011 - 09:40
Altro problema è che poi i mini-fenomeni abilitati D fanno anche il Campionato per Società, in una società, appunto, dove di solito li raggruppa tutti insieme.
Quindi a cosa si assiste spesso? che stravincono nelle gare seniores e sbaragliano le altre società nel campionato.
E' vero che se a 15 anni abiliti in A un giovane in molti casi lo distruggi, ma tenere fino a 18 anni in D o in C uno che fa 50/100 punti all'anno è comunque sportivamente sleale.
sito ufficiale Bocciofila Città di Perugia/
#16
Inviato 01 December 2011 - 12:26
Devo dar ragione a Homer a Claudio Foglia e a Maistuprezisu60.
Da noi in Veneto le gare sono uniche, ABCD, separate al possibile.
Gli anziani di D hanno poco da lamentarsi se trovano subito i giovani sulla loro strada.
Già dalla quarta partita dovranno comunque incontrare quelli della categoria B.
Conosco allievi abilitati da subito alla categ. B o addirittura A e per loro non è stato semplice affrontare le categorie superiori ed
è facile che appendino le bocce al chiodo.
Inoltre da noi in Veneto hanno scherzato negli anni passati con i passaggi di categoria degli allievi, perchè alcuni comitati li promuovevano ma altri li tenevano fermi alla D.
Adesso stanno molto attenti, se uno fa punti non se lo può più sognare di rimanere in D.(Vedi Carmine che al secondo anno è in C).
Ma poi, siate sinceri, vediamo il problema anche dall'altra parte, che figura ci farebbe uno di categoria A
a perdere contro un ragazzo di appena 14/15 anni, già dalla prima partita??????? BRUCIA di più secondo me.
#17
Inviato 01 December 2011 - 12:35
mi sento di intervenire in questa discussione in qualità di istruttore esperto in pedagogia e psicologia dello sport e consigliere FIB... ma potrei farlo anche come semplice appassionato di sport.
Lo sport come competizione fa riferimento al confronto fra più persone che scendono in campo mettendo alla prova le loro capacità psico-fisiche per ottenere una prestazione che porti alla vittoria, quindi al superamento dell'avversario come avviene negli sport individuali.
Le categorie giovanili richiedono particolare attenzione perché nel periodo della prima adolescenza (10-14 anni) è dimostrato che la pratica sportiva possa ingenerare i migliori effetti psicologici sul controllo delle proprie emozioni, sul concetto che un giovane ha di sé, sulle competenze relazionali e sul controllo del proprio corpo.
Esiste inoltre una componente fondamentale, denominata motivazione intrinseca, ovvero il trarre giovamento dalla pratica di una disciplina per puro piacere, che dovrebbe prevalere sull'altra parte, denominata motivazione estrinseca, ovvero provare piacere per la pratica sportiva grazie ai risultati e all'autostima che aumentano in virtù della performance e del superamento dell'avversario.
Tuttavia anche la seconda è importante, perché contribuisce a migliorare l'attribuzione di valore alla propria preparazione ed è "palestra" per tutte le attività competitive della vita in cui è richiesta una performance. Questa seconda componente deve essere accuratamente dosata dall'istruttore - educatore, che valuta lo sviluppo psico-fisico del ragazzo e la sua preparazione.
Detto questo, è fondamentale il ruolo dell'educatore. Educatori senza competenza e sensibilità possono facilmente gettare in pasto il ragazzo alla logica della competizione, allontanandolo invece dal gioco con i coetanei che è quello più indicato per una crescita psico-fisica dell'adolescente.
Nelle bocce, dove competere è possibile anche tra atleti con decine di anni di differenza (vedi la partecipazione degli esordienti e dei ragazzi alle gare seniores), il ruolo dell'educatore è quanto mai importante.
A questo punto è necessario rispondere all'interrogativo di questa discussione: in che categoria seniores devono partecipare i ragazzi?
Sicuramente, finché si tratta di bambini ed adolescenti, è bene che la pratica agonistica sia gestita dall'educatore e che il ragazzo (8-13 anni) sia seguito nelle RARE occasioni in cui si sceglie di far confrontare il piccolo atleta con i senior.
A partire dalla categoria allievi (14-18 anni), invece, è corretto scegliere, in accordo con il ragazzo, il tipo di impegno agonistico che si intende seguire. Il ruolo dell'educatore non deve ancora venire meno, ma quando si decide di fare attività senior, come accade in tutte le discipline, il ragazzo deve essere posto in condizione mentale e tecnica di accettare la sfida con le stesse regole del mondo adulto. Insomma, non può essere privilegiato perché si tratta di uno juniores.
Lo juniores che fa attività seniores, va equiparato ai giocatori adulti e quindi deve accettare eventuali promozioni (ma eventualmente, cosa non prevista dal regolamento, la rara eventualità di una retrocessione) tra le categorie senior.
E' giusto che il ragazzo quattordicenne/quindicenne parta dalla D o dalla C e, in base ai risultati conseguiti nell'annata, venga inderogabilmente abilitato alla categoria seniores sempre in base ai punti ottenuti.
Nell'ultimo anno di allievi c'è quindi la possibilità che il giovane venga abilitato alla categoria A. Mi giungono voci che riguardano alcuni giovani promesse del nostro boccismo e "educatori" complici pronti a impedire eventuale abilitazione in categoria A, ma sono sostengo che "fermare" un giovane un ulteriore anno in categoria B (in particolare se siamo in presenza di promesse che vincono a man bassa gare nazionali), sia del tutto diseducativo e scorretto, sia nei confronti del giovane, sia nei confronti di quei giocatori che giustamente militano nelle categorie inferiori perché non in grado di fare un gioco tecnicamente all'altezza di quei giovani talenti.
Oltretutto, richiamando il riferimento all'educatore di cui parlavo prima, se questo in accordo coi giovani decide di farli partecipare all'attività seniores e i risultati sono i seguenti - gare nazionali seniores vinte, vittorie in campo regionale e provinciale, oltre 100 punti totalizzati in una stagione, migliaia di euro guadagnati dal ragazzo (ben venga, in questo periodo) - perché lo stesso educatore/dirigente dovrebbe fermare il ragazzo per fare un altro anno nella stessa categoria e ripetere la trafila di vittorie schiaccianti?
Lo sport è crescita psico-fisica e confronto. Attenzione al gioco della vittoria, che rischierebbe di far crescere quella componente denominata motivazione estrinseca, di cui parlavo in passato. Lo sport è attribuzione di senso anche alle sconfitte, rispetto dell'avversario, confronto equo con avversari di valore simile al nostro.
La risposta all'interrogativo è allora la seguente: l'allievo, seguito da un allenatore/educatore, se fa attività seniores deve accettarne le regole e le eventuali promozioni. Il regolamento, anche se non è del tutto chiaro, prevede questo, senza deroghe. I giocatori di categoria inferiore possono lamentarsi soltanto quando ritrovano per 2 anni consecutivi i giovani campioni nella loro categoria. In caso di abilitazione alla categoria superiore, invece, non hanno alcuna ragione per lamentarsi.
Andrea Mazzoni
Comitato Regionale FIB Emilia Romagna
Old Girl, su 01 December 2011 - 12:26, detto:
Ma poi, siate sinceri, vediamo il problema anche dall'altra parte, che figura ci farebbe uno di categoria A
a perdere contro un ragazzo di appena 14/15 anni, già dalla prima partita??????? BRUCIA di più secondo me.
A differenza di quanto accade sempre, questa volta faccio fatica a capire il tuo discorso. Chissenefrega se un giocatore di categoria A è imbarazzato a perdere contro un ragazzino.
Capita spesso anche a noi atleti di A, neanche trentenni, di perdere da giocatori settantenni.
Nello sport vince il migliore (scelte tattiche e sorte permettendo). Se il migliore è il ragazzino, che vinca lui. Il giocatore di A, se è maturo, se ne farà una ragione.
#19
Inviato 01 December 2011 - 16:25
Il suo pensiero ci farà riflettere sull'importanza per ogni giovane atleta di proseguire il cammino sportivo mettendosi sempre alla prova, e dando i giusti significati ai successi e alle sconfitte. Solo così potrà crescere l'uomo, oltre all'atleta. Risulta allo stesso tempo fondamentale il ruolo dell'istruttore-educatore, che non deve abituare a tutti i costi il giovane a vincere, sempre e comunque, ma deve agire sulla sua capacità di riconoscere potenzialità e limiti nelle sue capacità. E' una fortuna che abbia potuto leggere questo saggio proprio oggi, emozionandomi veramente per le parole e per il modo educato, competente, quasi materno, con cui Giuseppina Speltini (docente ordinario di Psicologia all'Università di Bologna e mia relatrice per la tesi di laurea magistrale) si rivolge al mondo dello sport:
Speltini G. (2010), Attività motoria e sportiva nell'infanzia: aspetti psicosociali. In R. Farnè (a cura di).
Dobbiamo sottolineare che la pressione del vincere ad ogni costo, indipendentemente dal livello di competenza acquisito e dalla sana percezione i tale competenza, esula dalla competitività sportiva "sana", fisiologicamente intrinseca allo sport, e si situa in una zona molto delicata che può predisporre ad esperienze negative e non costruttive. Queste osservazioni valgono per ogni età, ma l'infanzia ci sembra più esposta sia a crolli motivazionali ed emozionali, sia ad esportare questo orientamento motivazionale in altri ambiti della vita, con ripercussioni di varia entità sulla costruzione della propria idendità e delle relazioni con gli altri. Genitori e allenatori sono gli adulti che devono accompagnare il bambino (e più tardi l'adolescente) ad adottare dei criteri di riuscita sportiva che vanno nel senso dell'orientamento al compito, cioè del desiderio di acquisire competenze e abilità, di misurarsi con i propri standard di riuscita piuttosto che con le prestazioni degli altri, di avere un senso dell'impegno e dello sforzo orientati al miglioramento delle proprie competenze piuttosto che al bisogno di primeggiare su tutti gli altri. In questa ottica le esperienze di fallimento e sconfitta assumono un carattere informativo e non distruttivo, offrono una lezione di alto valore esistenziale quale quella del "saper perdere". Chi scrive ha avuto nel tempo molti incontri con allenatori e istruttori di discipline sportive che spesso hanno dichiarato il rischio di "bruciarsi" di certi giovanissimi atleti, a volte anche molto dotati atleticamente, ma troppo spinti dalla famiglia e da allenatori poco prospettici a motivazioni di riuscita nel senso di un esagerato orientamento al sé. Questi giovanissimi atleti mostrerebbero una peculiare fragilità di fronte agli insuccessi, che invece di diventare un apprendimento utile assumono molto rapidamente un significato demotivante e distruttivo determinando non di rado una brusca e netta interruzione dell'attività sportiva
[...]
Il mondo non cambierà se all'orizzonte si affacceranno migliaia di atleti di alto o altissimo livello; potrà invece cambiare, e forse veramente tanto, se le giovani generazioni che si affacciano sulla scena potranno essere equilibrate, laboriose, impegnate [...] capaci di giudicare sé stessi ammettendo i propri limiti e riconoscendo le proprie capacità.
#20
Inviato 02 December 2011 - 12:44
Io ho letto tutto il discorso di Andrea.
A me sembra che con Michael non stiamo giocando a metterlo in D, perchè così lui vince tutte le gare e siamo tutti felici e contenti.
Lo sanno tutti che si può vincere con tutti e si può perdere con tutti.
Michael e Federico insieme hanno la possibilità di giocare in una gara e postarsi sicuramente a fare la terza partita, ma da lì in poi diventa un incognita per tutti, perchè più si va avanti nelle fasi eliminatorie più si incontrano atleti sempre più bravi.
Michael per il momento fa le gare solo se non ci sono gare giovanili in giro.
Infatti da gennaio in poi, le domenica saranno solo giovanili....e qualche serale senior solo se la gara è nei paraggi.
Messaggio modificato da Old Girl il 11 December 2011 - 14:18

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