Bocce Italia Forum: Heysel - 29-05-1985 - Liverpool - Juventus - Bocce Italia Forum

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Heysel - 29-05-1985 - Liverpool - Juventus 25 anni dalla tragedia

#1 L   The King 

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Inviato 27 May 2010 - 15:24

ero troppo piccolo per ricordare
ma qualcuno di voi sicuramente no......
con questo post volevo ricordare le 39 vittime di quella sera in occasione della finale di coppa dei campioni
assurdo morire per una partita di calcio
l'altra sera in tv hanno fatto uno speciale da brividi : hanno intervistato alcuni parenti delle vittime. davvero tutto tremendamente drammatico.
avrei piacere che qualcuno che ricorda in prima persona esprimesse il suo pensiero
Tardelli dice che li avevano costretti a giocare.. ma perchè? che senso aveva?
SAMUELE RE
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#2 L   The King 

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Inviato 27 May 2010 - 15:27

"Odiavamo i tifosi italiani"
Heysel, parla un ex hoolingan
La notte dell'Heysel (articolo tratto dal Web)

Dopo 25 anni e con tutta una vita da hooligan scaraventata ormai alle spalle, ricordare è più facile anche se non meno doloroso. In un'intervista rilasciata alla Stampa, che ha dedicato due belle pagine al massacro dell'Heysel, Tony Evans, oggi responsabile delle pagine sportive del Time e scrittore, ripercorre i momenti precedenti e immediatamente successivi a quella notte del 29 maggio 1985: "Odiavamo gli italiani dalla finale di Roma", dice.

Il racconto di Tony Evans è toccante ed è un'ammisione di colpa: "Una lunga catena di eventi ha portato all'Heysel. Gli accoltellamenti e i pestaggi subiti a Roma, l'alcol, la nostra aggressività, l'inefficienza della polizia e uno stadio fatiscente. Senza uno di questi anelli nella catena maledetta forse quel giorno sarebbe passato senza incidenti. Ma il torto era nostro. Il torto era mio".

Tutto, come spiega il giornalista inglese, era nato un anno prima in occasione della finale di Coppa dei Campioni vinta all'Olimpico contro la Roma: "Prima della gara gruppi di giovani in motorino avevano dato la caccia ai nostri tifosi, coltelli in mano. E, dopo la partita, fummo vittima della rabbia di Roma, tra sangue, angherie e umiliazioni. Ci eravamo detti che la storia non si sarebbe ripetuta. La nostra rabbia non era diretta solo agli italiani. La stampa britannica avea praticamente ignorato gli eventi dell'Olimpico l'anno prima... Liverpool, in quegli anni, era una città marginalizzata e odiata dal resto del Paese... ".

"Ero con mio fratello quando, in un vicolo del centro - racconta ancora Evans -, ci siamo imbattuti in un gruppo di tifosi juventini, sei o sette, quasi tutti ventenni. Erano seduti davanti a un bar, atteggiandosi un po' da duri, un po'da fichi. Il mio sguardo incrociò uno dei loro. "Dai, brutto stronzo, dimmi qualcosa", ringhiai. Lui, niente. Ma ormai il tono, l'umore di quella giornata, era fissato... Noi del Liverpool eravamo in tanti, ci sentivamo sicuri. Bevevamo e cantavamo a torso nudo sotto il sole. Ma poi, complice l'alcol, tutto cambiò".

"Partimmo a piedi per lo stadio. Ovunque c'erano tafferugli. Eravamo ubriachi ma anche in quello stato capimmo che lo stadio era fatiscente. Alle entrate non vi erano praticamente controlli. Tutt'ora, 25 anni dopo, ho ancora intatto il biglietto di quella serata. Entrammo nel settore Y, accanto al maledetto settore Z e si capì subito che eravamo in troppi... Tra i due settori c'era un fitto lancio di oggetti. In realtà nulla di inusuale per gli standard di quegli anni. Guardammo con invidia gli spazi nel settore Z che era mezzo vuoto, mentre il nostro, complici i molti tifosi senza biglietto, era strapieno. Mi assentai per qualche minuto per fare pipì. Al ritorno vidi che la rete che separava i due settori era caduta e che molti dei nostri erano passati in quello adiacente. Più sotto e nell'angolo più lontano stavano morendo 39 persone... Un muro è crollato, tutto qui. Io queste parole le ho sentite e le ho ripetute tantissime volte. Ma sono menzogne".
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#3 L   The King 

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Inviato 27 May 2010 - 15:32

in loro ricordo...

Allega miniatura

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#4 L   belius 

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Inviato 27 May 2010 - 16:12

Visualizza MessaggiThe King, su 27 May 2010 - 15:24, detto:

ero troppo piccolo per ricordare
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con questo post volevo ricordare le 39 vittime di quella sera in occasione della finale di coppa dei campioni
assurdo morire per una partita di calcio
l'altra sera in tv hanno fatto uno speciale da brividi : hanno intervistato alcuni parenti delle vittime. davvero tutto tremendamente drammatico.
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Tardelli dice che li avevano costretti a giocare.. ma perchè? che senso aveva?



Hanno fatto bene a farli giocare perchè riversare tutte quelle persone nelle strade della città belga senza forze di polizia adeguate con quello che era successo ci potevano essere ritorsioni, sarebbe stata una carneficina!!!!!!!!!!

Cmq è una giornata triste!!!!
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#5 L   spikky 

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Inviato 27 May 2010 - 17:05

Visualizza MessaggiThe King, su 27 May 2010 - 15:24, detto:

ero troppo piccolo per ricordare
ma qualcuno di voi sicuramente no......
con questo post volevo ricordare le 39 vittime di quella sera in occasione della finale di coppa dei campioni
assurdo morire per una partita di calcio
l'altra sera in tv hanno fatto uno speciale da brividi : hanno intervistato alcuni parenti delle vittime. davvero tutto tremendamente drammatico.
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Non posso dimenticarlo, avevo 9 nove anni, ero in casa a vedere la partita con mio padre, maglietta di Michel, sciarpa di Michel, tempera bianca e tempera nera da spalmare sulle guance, l'adrenalina a 1000, poi vedi tutto quel casino, i poliziotti a cavallo, il messaggio di Scirea e del capitano del Liverpool; da casa non si capiva bene cosa stava succedendo.....e io da bimbo com'ero volevo solo la vittoria, era troppo grande la gioia di Madrid '82 e l'amarezza di Atene '84.
Poi alla fine vallo un pò a spiegare tu a un bimbo di 9 anni che non si può scendere in strada a festeggiare perchè ci sono stati dei morti.....quell'urlo mi è rimasto in gola e mentre prima era pieno di amarezza per non aver potuto festeggiare, quando sono cresciuto mi è sembrato sempre più assurdo MORIRE PER UNA PARTITA DI CALCIO......
Spikky = Spiccalardo, vecchissimo soprannome di famiglia, dedicato a mio nonno paterno Scocco Federico (08/11/1912 - 11/05/2010), grande amante delle bocce. Ciao Fifo!
Se giudicate la gente, non avrete il tempo di amarla (Madre Teresa di Calcutta)
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#6 L   The King 

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Inviato 29 May 2010 - 14:52

Juve e Liverpool ricordano l'Heysel
Agnelli: "Sala della memoria in stadio"
Heysel, 29 maggio 1985

Silenzio e tanta commozione nella sede della Juventus e a Torino alla commemorazione dei 25 anni dalla tragedia dell'Heysel. Da Platini a Del Piero, la storia bianconera si è raccolta per non dimenticare il 29 maggio 1985 e le sue 39 vittime. "Nel nuovo stadio ci sarà un luogo per ricordare queste persone che saranno sempre nei nostri cuori", ha detto il presidente Andrea Angelli. E sul sito del Liveropool campeggia: "In memoria e amicizia".

"Ho sempre fatto fatica a sentire mia quella Coppa, anche se i giocatori mi hanno sempre detto che fu partita vera. Assicuro come prioritario l'impegno della Juventus affinché non debbano più succedere tragedie simili. La costruzione di uno stadio sicuro è il primo passo", ha aggiunto il giovane Agnelli.

Che poi ricorda quel giorno: "Io avevo 9 anni. Benché fossi tremendamente appassionato, vivevo l'evento come può viverlo un bambino.Vedevo negli occhi dei miei genitori una preoccupazione che non capivo. Vivevo sensazioni miste, tra l'evento e quella che è stata una grande tragedia. Poi ho acquisito la consapevolezza. Una partita di calcio deve essere un evento di gioia all'interno di una sana competizione sportiva. Il nostro impegno è creare le condizioni perché questo avvenga nel nostro nuovo stadio".

PLATINI: "MAI PIU"
Venticinque anni fa Michel Platini era un giocatore nel pieno della carriera, uno dei più grandi campioni del momento, il leader della Juventus e della nazionale francese. Oggi guida l'Uefa e ha rivolto un pensiero a tutti quei tifosi che "per amore della bandiera bianconera e per amore del calcio si sono recati a Bruxelles e non sono mai tornati dalle loro famiglie, alle quali furono strappati in quella maledetta serata dell'Heysel". "Noi giocatori - ha detto Platini - abbiamo vissuto al buio quella serata, per noi quella partita non è mai finita, resterà per sempre nella nostra vita. Nessuno potrà mai cancellarla e i nostri cuori sono con chi ha perso la vita e con le loro famiglie. Oggi non sono più quel calciatore giovane che ero nel 1985, sono il presidente dell'Uefa e la mia responsabilità è che tragedie come quelle non avvengano mai più. E' questo il mio impegno, la sicurezza negli stadi avrà sempre la mia più alta priorità".

ANCHE IL LIVERPOOL RICORDA
"In memoria e amicizia. 29 maggio 1985". Il Liverpool rende omaggio alle 39 vittime dell'Heysel. Il club di Anfield Road dedica la home page del proprio sito alle persone che persero la vita il 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles prima della finale della Coppa dei Campioni con la Juventus. Sul sito, vengono ricordati i nomi di tutti i supporters. Sotto la lista, spicca la scritta "Rip" (Rest in peace, Riposino in pace) - You'll never walk alone, che contiene anche il motto dei Reds.

IL RICORDO DI DEL PIERO BAMBINO
"Ventinove maggio 1985, avevo undici anni, me lo ricordo bene". Inizia così l'intenso racconto di Alessandro Del Piero, il ricordo di quella maledetta sera di 25 anni fa. Il capitano della Juventus, sul proprio sito internet, racconta le emozioni provate prima, durante e dopo quella partita che per lui "non è mai iniziata". "La mia squadra deve vincere la Coppa dei Campioni. Questa volta non può sfuggirci, siamo i più forti. Il giorno dopo c'è la scuola ma so che i miei mi faranno fare tardi, tanto non sarei riuscito a dormire. A casa siamo tutti juventini: papà, mamma, mio fratello. La partita l'ho già giocata nel pomeriggio con il mio pallone, e la sera prima di andare a dormire con la mia immaginazione, come sempre interpretando la parte di tutti i giocatori. La fantasia ti fa volare, qualche anno più tardi avrei scoperto che la realtà la può anche superare. E' una di quelle partite di cui parlano tutti, in Veneto poi è pieno di juventini come noi. Eppure Juventus-Liverpool, finale di Coppa dei Campioni 1984/85 dallo stadio Heysel di Bruxelles, la vediamo con un tifoso dell'Inter: è un collega, caro amico di mio papà, che ci aveva invitato a cena. Una bella occasione per stare insieme e per fare festa, a casa di un amico e non certo di un avversario...".

"Tutto il bello del calcio e della passione per una squadra, per me, sta tutta in quell'attesa - continua il suo racconto Del Piero - . Tutto il brutto, quanto di più drammatico si possa immaginare, sta tutto in quello che è accaduto dopo. Ricordo una cena consumata in pochi minuti per correre a giocare con il figlio degli amici dei miei, prima del calcio d'inizio. Ricordo una partita che non comincia mai, mentre "i grandi" sono a tavola, con gli occhi fissi alla televisione, la voce per me lontana di Bruno Pizzul che rivela a milioni di spettatori quello che sta accadendo. Io sono di là a giocare. Solo più tardi mi spiegheranno, comincerò a capire dove può arrivare la follia, la bestialità, ma anche l'irresponsabilità degli uomini. Torniamo a casa tra il primo e il secondo tempo. La partita era iniziata, poco contava ormai. Ma quale partita. Vinciamo la Coppa, sì. Ma all'Heysel sono morte 39 persone, di cui 32 italiani, juventini che volevano festeggiare, come me e la mia famiglia. Oggi ricorderemo le vittime di quella tragedia. Lo farò non soltanto da giocatore della Juventus, ma da tifoso, da bambino di undici anni che sognava di giocarla, quella finale. Non la dobbiamo mai dimenticare. E in particolar modo noi che abbiamo la fortuna di indossare questa maglia - per un minuto come per una carriera - dobbiamo rivolgere un pensiero a quella partita mai iniziata e a chi per quella partita, per quella passione, per la Juventus, ha perso la vita".

29 maggio 2010
SAMUELE RE
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