Inviato 03 November 2006 - 14:58
Vorrei tentare una umile e modesta disamina della questione, se permettete. Tanto, se non permettete, mi dovete far bannare, perciò... ;D
Il tiro di sottomano, sino a 15-20 anni fa, era il tipo di bocciata più redditizio e più praticato sui campi di gioco. E anche quello che consentiva di colpire con una percentuale maggiore. Questo perché le superfici dei campi di allora premiavano raffate di una certa potenza o di battuta (anche detta alzata) balistica sopraffina. Gli esempi di questi due tipi giocatori, a tutte le latitudini, si sprecano e pertanto ve li risparmio. Il manto superficiale non era sintetico e dunque era soggetto a molteplici fattori "distorsivi", quali il fondo sul quale poggiava, i cambiamenti climatici, la (cattiva a volte) manutenzione cui era o addirittura non era sottoposto, il naturale logorio, ben più rapido e devastante di quanto accade oggi per le corsie sintetiche, ecc. Il campo come si usava dire, almeno dalle mie parti, "sfragolava", faceva le "toppe", ovvero si spaccava al momento del primo impatto con la boccia, con conseguente deviazione della traiettoria quando non (pure) del rimbalzo. I sopramanisti in quest'epoca, e in quelle precedenti, non avevano vita facile, essendo generalmente la loro una bocciata più "delicata" e precisa. I volisti puri, tanto per intenderci, erano senza dubbio in numero maggiore rispetto a loro. Stoppate due bocce insomma, non era così semplice e immediato tirare al pallino con la certezza di colpirlo per portarlo ai fondi. In più mettiamoci che la tradizione privilegiava i bocciatori sottomanisti un po', oserei dire, a prescindere, probabilmente per lontane radici fossilizzate. E i regolamenti di quei tempi non aiutavano il cambiamento in questo senso (le bocce si alzavano a tutto campo, un pallino buttato fuori con l'ultima boccia annullava sempre il tiro, ecc.). Le eccezioni eccellenti ovviamente esistevano anche in quegli anni, ma come tali erano a tutti gli effetti da considerarsi. Con il tempo è venuta a sostituirsi alla cosiddetta (volgarmente) terra la maiolica, un materiale per lo strato superiore del campo che, se opportunamente manutenuto, consentiva di aspettarsi ben altro tipo di risposta dalla battuta di una bocciata. C'è stato circa un ventennio indicativamente, tra metà degli anni '70 e '90, in cui i bocciatori di sottomano facevano la differenza in maniera esagerata per l'avvento di questo materiale, tanto è vero che gli ultimi volisti delle precedenti generazioni furono destinati a estinguersi come i dinosauri dopo la glaciazione. Non serviva più "faticare" per volate a tutto campo, quando con una bella rasoiata rasoterra si ottenevano risultati migliori faticando di meno. I campi erano già migliorati nettamente ma le differenze di redditività tra il sopramano e il sottomano erano ben lontane dall'essere colmate. Quanto valeva per la raffata poi non era affatto detto che valesse per l'accosto, il che significava che sui campi di maiolica, come sui loro predecessori di terra, esistevano a volte intere porzioni di campo letteralmente irraggiungibili in fase di accosto. Per questo, spesso, avere un bocciatore di livello che si avvicinava alla bisogna con i suoi "cambi", era davvero auspicabile in una coppia, e assolutamente privilegiante durante una competizione individuale. Poi è arrivato il sintetico, e molti bocciatori di sottomano hanno avuto non indifferenti difficoltà ad adattarsi. Il fermo non era più così "semplice" da eseguire, le superfici permettavano di accostare con maggiore precisione, grazie a una linearità e a una omogeneità dei campi fino a qualche anno prima impensabili. E la storia quindi si è ripetuta. Di nuovo è diventato via via più importante colpire tanto evitando di sforzarsi troppo, dosare le energie seguendo la regola del massimo risultato con il minimo sforzo insomma. Le partite del resto cominciarono a durare di più e la costanza e la percentuale divenirono indispensabili per vincere. In questo contesto tattico, ben presto la bocciata di sottomano è gradualmente passata dal ruolo di tiro prevalente e più spettacolare, a un valido sostegno complementare e non indispensabile, come si è visto accadere sui campi di gioco in maniera pressoché regolare. E siamo arrivati a oggi, dove l'esasperazione di questi criteri è ai massimi livelli. Sono già anni per esempio che le nuove generazioni quasi non imparano proprio più a tirare di sottomano, perché serve di fatto a poco. Non si impostano più le partite né a coppia né individuale e nemmeno a terna (il regno dei sottomanisti!), tenendo conto in maniera sensibile del tiro di sottomano.
Per quanto mi riguarda, preferisco quelli che sanno fare tutto e che però in un certo qual modo "puntano" sul sottomano per fare la partita. E non sono così vecchio...
SCUSATE LA LUNGHEZZA DEL TESTO (e le imprecisioni in esso contenute), SPERO DI NON AVERVI TEDIATO ECCESSIVAMENTE.
Saluti
Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte. - Edgar Allan Poe -
Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi. - Albert Einstein -